Il Futuro della Storia - Museo Virtuale

Dalla gestione di Massimo Cartesegna alla rinascita della Sezione Ginnastica (1935-1947)

Periodo Storico: 
1935-1972

La gestione e la figura di Massimo Cartesegna.

L'opera del primo presidente del dopoguerra, Massimo Cartesegna, consentì in breve tempo alla Società di smaltire tutti i debiti che forzatamente aveva dovuto contrarre per chiudere in attivo i propri bilanci.

Cartesegna fu uno dei più eclettici e rinomati atleti degli Anni Dieci, ottenendo ottimi risultati nel mezzofondo, nel nuoto e nella ginnastica, oltre che nella scherma e nel canottaggio.

L'atletica leggera, tuttavia, è lo sport cui il suo nome è rimasto legato: dodici titoli italiani nel mezzofondo veloce (800 e 1500 metri), partecipò ai Giochi Olimpici di Londra nel 1908 dove gareggiò in tre specialità del mezzofondo e sostituì un nuotatore italiano ammalatosi poco prima della competizione olimpica. La stampa lo definì giustamente "sportsman per eccellenza"!

Dopo la Prima Guerra Mondiale, ai Giochi Interalleati di Parigi del 1919, fece parte della squadra azzurra che vinse la staffetta 4x400.

Fu un grande pioniere dell'atletica leggera, un atleta completo e versatile il cui nome è legato anche a una singolare e significativa curiosita: fu lui a introdurre in Italia l'uso delle scarpette chiodate importando dalla Gran Bretagna una novità che si rivelò molto utile sulle soffici superfici in carbonella dell'epoca.

Durante la sua presidenza, i bilanci furono risanati e si formò una nuova squadra di rugby particolarmente forte e agguerrita.

 

 

L'exploit tricolore della squadra di rugby.

In Italia, l'avvicinamento al rugby fu favorito da una serie di incontri fra le nostre squadre e quelle formatesi dalle truppe di occupazione inglese, americane e sudafricane ambasciatrici delle massime scuole rugbistiche mondiali insieme a quelle francesi e neozelandesi.

Anche la SGT si avvicinò al gioco con la "palla ovale" creando una sezione che ebbe un breve arco di esistenza ricco però di risultati importanti, come ad esempio lo scudetto tricolore del Campionato Italiano di Rugby del 1946-47 vinto da una squadra allenata da Felice Rama.

La classifica finale di quel torneo vide la Società campione con 8 punti davanti a Bologna, Rovigo e Parma.

Lo scudetto non fu difeso a dovere e l'anno successivo la squadra si classificò solo al 5° posto. Nello stesso periodo nacquero forti divergenze con la Federazione che portarono la dirigenza alla decisione di uscire dalla FIR e di aggregarsi prima alla Ligue Française de Rugby à treize e poi di costituire a Torino una Federazione di rugby a tredici. Dopo qualche anno di relativa attività, si giunse allo scioglimento della squadra non avendo il gioco "a tredici" catturato gli sperati successi.

 

 

Il malessere del secondo dopoguerra. Rinascita e ristrutturazione della Sezione Ginnastica. La Società come accademia giovanile.

Esauritasi la catastrofe bellica, la SGT riapriva timidamente i battenti.

La Sezione Ginnastica iniziò una graduale ripresa dal 1947 grazie a il ginnasta Teofilo Magone (ora caposezione) e al segretario della Società Giocondo Carboni. Per il settore maschile, fu chiamato il professor Melchiorre Bracco, ex-ginnasta della Fulgor di Asti e già nel dicembre del 1948 la squadra poté ufficialmente presentarsi in un incontro inter-sociale con la Pro Lissone, squadra composta da alcuni ginnasti di calibro nazionale.

L’ostacolo più arduo da superare era quello del reclutamento dovuto alla mancanza di possibili candidati. L’imperativo divenne "Richiamare la gioventù in palestra" e l'obiettivo fu soddisfatto a partire dall'ottobre 1949 con l'inizio dei primi corsi propedeutici allestiti e diretti dal prof. Bracco ed estesi dopo pochi mesi alla Sezione femminile sotto la guida della professoressa Vilma Nivoli.

Furono aggiunti anche corsi ricreativo-formativi per bambini in età pre-scolare, corsi pre-abilitativi per alunni della scuola elementare, pre-ludicie pre-agonistici per giovani e compensativi per adulti.

La SGT riacquistava così il suo carattere di "Scuola di ginnastica per tutti" nel rispetto e nello spirito dello Statuto sociale del 1844, confermando nell'organigramma direttivo Teofilo Magone (Caposezione), Melchiorre Bracco (Responsabile tecnico del settore maschile) e completandolo con Pilade Randaccio (Responsabile settore femminile).

Ricostruito il settore, la macchina della Sezione Ginnastica si rimise in moto e i risultati non si fecero attendere. Nel 1950, infatti, vi fu la prima partecipazione e vittoria internazionale del secondo dopoguerra nel Concorso Internazionale di Annemasse nella categoria "a 12 ginnasti" e, a seguire, la conquista della Coppa Visconti e i titoli italiani di Rescazzi (Juniores) e Malanetto (Allievi).

Anche il settore femminile non fu da meno e vide la crescita di buone ginnaste quali la Jurato, la Dotta, la Giacomone e la Cordero.

Passato il prof. Bracco a incarichi dirigenziali presso la Federazione, il comando dello scacchiere fu affidato a Renato Vione, già valente ginnasta del G.S. Viberti di Torino.

Nel 1946, la presidenza della Società era passata da Massimo Cartesegna a Aldo Carenzano già membro del Consiglio Direttivo. Egli seppe continuare la linea del suo predecessore e con queste parole sottolineò la filosofia che da sempre regge la Società:

"La Società - più che una fucina di atleti dai grandi nomi - vuole essere una scuola fisica e morale, che dia indirizzi di vita che rafforzino la personalità non solo sportiva".

Curiosità

Nel 1844 la prima sede della Società Ginnastica fu al Valentino a Villa Glicini (ora sede del Club di Scherma Torino) e dal 1852 anche nella "Contrada della...

Una curiosità dalla Società centrale di Ginnastica di Firenze sul diverso trattamento riservato alle donne sulle tasse sociali di iscrizione.

Nel brano In monastero di De Amicis, tratto da Il romanzo di un maestro, si narra di un corso di ginnastica cui devono partecipare le suore di un...